Workshop Head Genève con Marco Borracino
09 04 2014

Il desiderio di stabilire una connessione tra formazione, progettazione e produzione è il punto di partenza per WORKSHOP, un progetto di collaborazione tra Rexa Design, DuPont ™ Corian ® e HEAD Geneva – Geneva University of Art and Design. I prototipi creati dagli studenti finalisti sono presentati in questi giorni nello spazio Rexa Design all’interno del Salone Internazionale del Mobile di Milano. Abbiamo chiesto ai soggetti coinvolti di descrivere questa nuova esperienza di design. Marco Borracino è un consulente di design italiano che vive a Genève. Nato, cresciuto e formatosi a Milano, da sempre appassionato di Arte, Design e Fotografia. Dalla fine del 2009 collabora come docente presso HEAD-Genève, University of Art and Design.

1) Come ha preso vita questa collaborazione?

La volontà iniziale è stata quella di creare un legame tra HEAD e il mondo “reale” delle aziende e della produzione attraverso l’esplorazione e l’utilizzo di materiali inediti appartenenti all’universo dell’accessorio per il corpo. La scelta di collaborare con DuPont™ Corian® nasce da questa volontà e prende forma grazie ad una serie di ricerche personali nell’ambito dell’esplorazione dei materiali. La partnership tra HEAD e DuPont ™ Corian® si focalizza sulla volontà di lasciar percepire il Corian® come un materiale “alto di gamma”, utilizzato nella realizzazione di oggetti emblematici e iconici, che prende forma attraverso la sensibilità estetica e la ricerca del dettaglio. Un progetto sperimentale innovativo per gli studenti di HEAD, abituati a lavorare su oggetti tendenzialmente “piccoli” come gioielli, orologi e accessori moda. Rexa integra questo progetto in veste di “mandatario”, fornendo un quadro di applicazione e soprattutto fissando gli standard in termini di funzione, estetica e qualità del prodotto.

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2)  Da cosa nasce un’idea?

Le idee nascono dall’analisi di una problematica proposta. La definizione del Brief è il momento più importante del progetto, perché propone al Designer un quadro di lavoro. Senza la definizione di un problema è impossibile proporre delle soluzioni. Nella creazione in generale, che sia arte, architettura o design industriale, bisogna individuare lo scopo o quanto meno porsi un obbiettivo o definire degli strumenti al fine di poter “pro-gettare” (dal latino “proicere” che significa significa letteralmente “gettare avanti”, anticipare).

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3) Che cosa trasforma l’idea in progetto?

L’idea è generata da un insieme di parametri come l’analisi, l’esperienza, la conoscenza e l’intuizione. Per trasformare l’idea in progetto, bisogna porsi un problema e poi definire un target, un settore, una funzione e dei codici estetici. Mettendo insieme tutti questi parametri ma anche e soprattutto tutti i vincoli relativi (tecnici, estetici, funzionali, economici…) il Designer deve fare ricorso alla sua Creatività per produrre delle soluzioni. La creazione non è un processo “matematico” o codificabile. Le relazioni tra idea e progetto nascono quindi grazie all’impasto di tutti gli “elementi” citati, secondo una ricetta che in realtà è piuttosto inesplicabile ma riproducibile. Questa ricetta “segreta” si chiama Metodo.

4) Quali ispirazioni sono nate da questa esperienza?

Penso che la collaborazione tra HEAD, DuPont™ Corian®  e Rexa sia un caso estremamente raro in ambiente accademico. Mettere in relazione degli studenti con una realtà industriale di rilevanza mondiale (DuPont™ Corian®) e un marchio operante in un settore così competitivo (Rexa) pone delle aspettative e degli obiettivi estremamente stimolanti. Gli studenti hanno saputo appropriarsi del know-how e impregnarsi delle ispirazioni per restituire una serie di proposte che hanno completamente sorpreso entrambi i partner. I risultati che sono oggi esposti, non sono che la punta di un iceberg creativo. Una selezione severa si è imposta dopo la prima fase di ricerca che aveva dato luogo ad almeno una ventina di idee estremamente interessanti sia dal punto di vista formale che commerciale.  Ma il tempo a nostra disposizione e l’obiettivo pedagogico, che in fin dei conti resta il punto principale di questa bella esperienza, ci hanno imposto delle scelte che restano comunque di prim’ordine.

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E - The desire to establish a connection between training, design and production is the starting point for WORKSHOP, a new partnership that put together Rexa Design, DuPont™ Corian® and HEAD Genève – Geneva University of Art and Design. Student’s finalist projects will be presented in the Rexa Design space inside the International Bathroom Exhibition.

We asked the subjects involved describe us how they feel about this new design experience. Marco Borracino is an Italian design consultant living in Genève. Born, raised and educated in Milan, since ever passionate about Art, Design & Photography. From the end of 2009 he collaborates with HEAD-Genève teaching at Bachelor and Master Degree Level.

 

1) How did this collaboration start?

The initial will was to create a connection between HEAD and the reality of companies and manufacturing, using and experimenting innovative materials from the world of body accessories. The choice to collaborate with DuPont™ Corian® was born from this idea and took shape from a series of personal researches in the field of materials exploration. The partenership HEAD and DuPont™ Corian® is focused on the will to give the idea of DuPont™ Corian® as an top-class material, used in the realization of iconic and emblematic objects, starting from an aesthetic perception and a particular attention to details. This is a new and experimental project for HEAD students, normally used to work on small objects as jewels, watches and fashion accessories in general. Rexa integrates the project giving a context for its implementation and most of all establishing the standards in terms of function, aesthetic and product quality.

2) Where does an idea come from?

 Ideas were born from the analysis of a suggested issue. The brief definition is the most important moment of the project because of it propose to the Designer a framework for the work. Without the definition of an issue it is impossible to give some solutions. In general, in a Creation Process, speaking about art, architecture or industrial design, it is necessary to individuate the aim or at least to establish an objective or some tools in order to project, according to the Latin meaning of the word (proicere as to throw ahead, to anticipate)

3) How does an idea turn into a project?

 An idea develops from a combination of different parameters as analysis, experience, knowledge and intuition. In order to transform the idea into a project, it is necessary to establish a question to solve and then define a target, a field, a precise function and some aesthetic codes. Putting together all these aspects but most of all considering also the related constraints (technical, aesthetics, functional or economical), the Designer must appeal to his Creativity in order to give and generate Solutions. Creativity is not a mathematical or codified process. All the connections between the idea and the project are generated from the mix of all this mentioned elements, according to a quite inexplicable formula that however is in some way reproducible. This secret formula calls Method.

4) Which other inspirations were born from this particular experience?

 I think that the collaboration between HEAD, DuPont™ Corian® and Rexa is a quite rare event in the academic field. To correlate students with a manufacturing reality with a worldwide importance such as DuPont and a brand working in a so competitive sector as Rexa, give some really encouraging expectations and objectives. Students were able to take possession of the know-how and go deep into inspirations giving back some proposals and solutions that totally surprised both partners. The results exhibited are just the tip of the creative iceberg. After the first phase of research that gave at least around twenty ideas really interesting both from a formal and commercial point of view, it was necessary a strict selection. However the time we had and the pedagogical objective, that actually was the central point of this great experience, imposed us some choices that are without any doubts of front rank.

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